Crudeltà e pietà nel corso della storia
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La parola crudeltà indica una violenza contro il nemico, esercitata fino ad uccidere molti soldati. Nella guerra civile, cioè nella guerra contro coloro che in precedenza erano amici, cioè contro persone dello stesso territorio in cui si vive, la violenza viene usata anche contro parenti e vecchi amici, che non condividono il corso degli eventi e si schierano contro il potere dominante.
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Augusto |
I grandi imperatori romani, come Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto, erano persone molto violente; essi erano in grado di armare diversi eserciti, con armi potenti, che uccidevano molti soldati nemici ed occupavano interi territori.
La violenza a volte la si esprime in gradi diversi, ma sempre violenza rimane.
La parola indifferenza indica il fatto di vedere un evento violento fatto da altre persone e non farci caso; infatti restando indifferenti, a volte, si salva la propria vita; cioè per istinto ci si allontana dalla rissa e dalla violenza, salvo i casi in cui nella lotta si vede una persona amica e si ritiene necessario intervenire in suo soccorso, in base ai propri mezzi a disposizione.
La storia è fatta di guerre e di violenza; se una nazione confinante si trova in guerra con altre nazioni, dapprima si resta indifferenti, cioè si dichiara, mediante gli ambasciatori, la propria neutralità. Ma a volte la neutralità non basta ed occorre schierarsi, cioè allearsi con una delle due nazioni in guerra.
La violenza è l'atto che si compie a danno di una persona; crudeltà è la mancanza di sensibilità verso la violenza. Di solito la persona che compie l'atto di violenza è anche crudele, nel senso che non prova nessun sentimento di pietà verso la persona che subisce la violenza.
La pietà è un sentimento di amore, compassione, rispetto, verso una persona.
La violenza inizia con l'odio verso una persona; l'odio è un sentimento di antipatia, di avversione verso una persona. Nella persona normale l'odio non porta alla violenza, se la persona odiata resta lontana e non aggredisce la persona che prova odio.
Nella situazione di guerra, invece, il popolo viene istigato dai politici dapprima all'odio e poi alla violenza fisica verso un'altro popolo. Il potere usa tutti i mezzi di comunicazione di massa per sviluppare dapprima l'odio verso un'altro popolo; a volte si creano episodi ad arte, facendo credere che il popolo nemico, su cui si vuole esercitare in seguito la guerra, sia stato il primo ad aggredire.
prof. Pietro De Paolis
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