John Dewey
John Dewey nacque a Burlington, negli Stati Uniti d'America, nel 1859 e morì a New York, negli Stati Uniti d'America, nel 1952 all'età di 93 anni.
John Dewey è uno dei più importanti esponenti del movimento dell'attivismo pedagogico.
Tra le opere di John Dewey ricordiamo:
Scuola e società
Questa opera è considerata l'opera-manifesto della scuola attiva; in essa John Dewey sostiene che la scuola deve legarsi al progresso sociale.
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John Dewey diede origine ad un metodo educativo detto attivismo pedagogico. L'attivismo pedagogico ha lo scopo di creare una scuola basata sugli interessi degli alunni e non del maestro. L'insegnante è una guida nel processo di scoperta del fanciullo. L'educatore personalizza il suo insegnamento secondo gli interessi e i bisogni del bambino. La scuola serve per la vita. Il bambino va stimolato ad usare la propria intelligenza attraverso laboratori di cucina, di giardinaggio, di scultura, di pittura.
La cosiddetta rivoluzione copernicana introdotta dal pedagogista americano John Dewey comporta un radicale ribaltamento del posizionamento dei soggetti implicati nella relazione educativa, al centro della quale si pone l’educando; il bambino diventa il sole intorno a cui girano le attività e gli strumenti educativi.
Secondo John Dewey, il ruolo che la situazione problematica ha nel processo di apprendimento è quello di favorire la ristrutturazione delle esperienze stimolando il pensiero riflessivo.
Non è un caso che il partito politico fondato da John Dewey sia confluito nel partito democratico americano; lo scopo è quello di distruggere l'intera economia del mondo occidentale, in particolare quella europea, a vantaggio di quella americana. In effetti John Dewey è riuscito a rovinare l'intera economia italiana, partendo appunto dalla scuola italiana, composta da docenti che votano per il 95% il Partito Democratico italiano, detto PD, l'erede del vecchio Partito Comunista Italiano, detto PCI.
Per superare il concorso nella scuola occorre essere di sinistra, cioè comunisti; chi pensa come la destra non riesce a superare i concorsi; e qualora diventasse di ruolo, superando l'anno di prova, verrebbe ben presto licenziato dalla scuola, come avvenuto per il sottoscritto nel 1999. Circa duemila docenti ogni anno rinunciano all'insegnamento, ovviamente volontariamente, tipo suicidio assistito, in quanto vivere in un ambiente sinistro, per una persona che ama il lavoro e ama la scuola, è cosa impossibile sia a dirsi che a farsi.
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