Roberto Ardigò
Roberto Felice Ardigò nacque a Casteldidone, in Lombardia, nel 1828 e morì a Mantova, in Lombardia, nel 1920 all'età di 92 anni.
Roberto Ardigò è considerato il più importante filosofo positivista che ha contribuito in maniera significativa alla nascita della psicologia scientifica italiana.
Nel positivismo pedagogico l’educazione viene considerata strategica per un’evoluzione laica e razionale della vita collettiva.
Nella visione di Roberto Ardigò, la pedagogia può essere definita come scienza dell'educazione orientata allo studio dei fatti educativi.
Il positivismo è una corrente di pensiero che storicamente dà luogo a una pedagogia che procede su basi rigorosamente scientifiche.
Il positivismo pedagogico mutua dalla cultura positivista la seguente visione educativa: la pedagogia deve divenire sempre più una scienza esatta dell’educazione.
La pedagogia positivista è guidata dal principio fondamentale che l’educazione deve basarsi su dati empirici, sull'osservazione, seguendo il metodo scientifico.
Tra le opere di Roberto Ardigò ricordiamo:
La scienza della Educazione
In questa opera Ardigò dice che sul bambino influiscono quattro ambienti: famiglia, chiesa, scuola, stato. Tra questi l'ambiente più importante è la scuola. Nella scuola possiamo distinguere tre momenti: attività, esercizio, abitudine.
Attività
Il bambino apprende mediante una propria esperienza e non solo in base alla parola del maestro; si ha, quindi, una intuizione, cioè conoscenza immediata, nella scuola elementare, dove ancora il bambino non ha ancora molte conoscenze acquisite; mentre nella scuola media e superiore si ha intuizione e deduzione, cioè conoscenza che si ha partendo da regole e conoscenze acquisite in precedenza.
L'intuizione diretta e naturale si ha mediante l'osservazione e il gioco libero; l'intuizione diretta e artificiale si ha mediante una esperienza proposta dal maestro ricavata da esperienze selezionate e già fatte in passato. L'intuizione indiretta si ha mediante l'insegnamento tradizionale, cioè mediante la parola dell'insegnante e mediante l'utilizzo di schemi e disegni.
Per il maestro nell'insegnamento occorre passare dal noto all'ignoto, dal semplice al composto, dal facile al difficile.
Esercizio
L'esercizio serve per fissare i concetti, per formare nuove connessioni, per formare la volontà.
Abitudine
L'abitudine è il fine e lo scopo a cui tende l'educazione; la più importante è l'educazione morale, in modo che il bambino si abitui a compiere il bene liberamente e per propria convinzione.
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